Gli operatori telefonici hanno cambiato spesso idea sul modo in cui calcolare la tariffazione del traffico dati, che per i più è associabile alla “navigazione su Internet”, ma che sappiamo consistere anche nella lettura delle email, ascolto di musica in streaming, partecipazione ai social network. La maggior parte fino a pochi mesi fa sembrava avesse orientato il mercato alla tariffazione “a volume” di dati, contro quella “a tempo”… poi però si sono riaffacciate nei siti degli operatori opzioni e poi profili tariffari con tariffazione “a tempo”, e tutto ciò crea assolutamente confusione.
Confusione sicuramente nel paragonare offerte con tariffazioni basate su elementi diversi (tempo Vs quantità) perchè nessuno ha mai comunicato con quale strana equazione si potrebbe fare. Qualsiasi calcolo è oggettivamente soggettivo. 
Probabile che per alcune fasce di utenza, le offerte con tariffazione a tempo siano più comprensibili, perchè più facile valutare che si navighi “per circa 1 ora al giorno“, piuttosto che “per circa 50 mbyte“.
In pratica tutto dipende da COME siamo soliti usare la connessione dati: se leggiamo un giornale online ci connettiamo, scarichiamo l’articolo, la connessione con il server in realtà si ferma e magari rimaniamo a laggere per 5 minuti scaricando in totale forse 1 mbyte di dati. Se invece la navigazione è più variegata e magari scarichiamo anche applicazioni o un video dal Web, allora il consumo è totalmente diverso: scaricheremo molti più dati in 5 minuti rispetto all’esempio precedente. ... CONTINUA